Lettera aperta al Piccolo

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From: Marcello Della Longa
Date: Thu, 20 Jul 2023 21:42:41 +0200
Message-ID: CANWrSB=2K5UE75LNg3eJjTwofxPWVesgfs9Hm+NKDPC2YFo32A@mail.gmail.com
Subject: Lettera aperta – Vs. articolo del 18 luglio u.s.
To: regione@ilpiccolo.it

Spettabile Redazione del Piccolo, scrivo in merito al fantascientifico articolo pubblicato il 18 luglio scorso “Da 3V a Insieme Liberi, la trasformazione No Vax frenata da beghe interne”.

Trasformazione? io direi esproprio: Insieme Liberi nasce come, cito il sito ufficiale, “UNIONE di partiti, associazioni…”. Una componente che prende il nome dell’unione cosa sta facendo? Confusione ad essere buoni, appropriazione a pensar male.

Ma questo al Piccolo non sembra interessare, tanto che lo liquida con un “e fin qua tutto bene”. Tutto bene! Quindi il problema non sarebbe quella che sembra una trasformazione da unione in partito, giocoforza ALTERNATIVO e quindi CONCORRENTE ai movimenti che lo hanno sostenuto in campagna elettorale (“passata la festa, gabbato lo santo”?). Il problema sarebbe invece colui che vi si oppone, ovvero “tale Antonino Iracà”, che diffida dall’uso del simbolo di cui Rossi dichiara essere il proprietario. Un simbolo, due proprietari?

Ma tranquilli, Rossi “assicura che” le cose torneranno a posto. Massì, fidiamoci ed andiamo in stampa. Troppa fatica spendere due minuti su internet, scoprire che “tale Antonino Iracà” è il referente regionale Italexit, facilmente contattabile, e chiedergli la sua versione dei fatti? Vi risponderebbe, credo, che Rossi si proclama presidente a seguito di una riunione formalmente irregolare e moralmente scandalosa. Infatti, mentre Iracà mobilitava a tempo pieno noi, volontari di Italexit, per la campagna elettorale di tutti, anche dei candidati delle altre componenti di Insieme Liberi, altri facevano campagna elettorale diffamando Iracà stesso, nella più classica prospettiva che vede i compagni di lista come primi concorrenti. E questo lo dico ad essere generoso, perché se Iracà fosse veramente quel belzebù e tu, candidato con lui, non affrontassi il problema a nessun livello, né nel tavolo delle forze anti-sistema né nell’associazione, limitandoti a sparlare di lui agli amici, saresti moralmente complice e corresponsabile dei suoi disastri futuri. Insomma, visto che l’associazione si chiama “Insieme Liberi” e non “Mettilo In Quel Posto Al Collega”, questi personaggi sono stati prontamente espulsi da Iracà. Per Ugo Rossi invece, essi rimangono degni soci nonché preziosi elettori.

A questo punto, per tornare al giornalismo, suggerisco di chiedere a Rossi (e a chi lo supporta in questo “arrembaggio” conoscendo la situazione reale) quali altre tattiche, oltre agli sgambetti, oltre a parlare e agire a nome del movimento senza neanche avvertire a voce gli altri soci, siano ritenute lecite all’interno di un movimento che merita un approccio ben diverso alla dialettica interna.

Distinti saluti — Marcello Della Longa, tesserato Italexit per l’Italia- elettore Insieme Liberi

P.S. la lettera non ha avuto risposta dal Piccolo. Le polemiche a cui si riferisce la parte finale dell’articolo sono quelle pubblicate, nei giorni immediatamente precedenti il voto, da Mario De Marco, telescudo Gorizia. Se le accuse di irregolarità formali di cui parla De Marco fossero degne di nota, come si può sorvolare su una riunione non assembleare, con soci decaduti, che propone la rimozione di un presidente non all’ordine del giorno, colpevole di aver imposto il rispetto del codice etico per comportamenti documentati, obiettivamente fuori da ogni logica associativa e tipici della politica più becera?